Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Eros
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwbgEros (mwbwin greco antico Ἔρως?, Érōs) è, nella mwcareligione greca, il dio dell'mwcqamore fisico e del desideriocite-ref-1[1], in latino conosciuto come mwdgCupido.

Nella cultura greca antica lmwea'mweqeros è ciò che fa muovere verso qualcosa, un principio divino che spinge verso la bellezzacite-ref-2[2]cite-ref-3[3]. In ambito greco, quindi, non vi era una precisa distinzione tra «la passione d'amore e il dio che la simboleggiava»cite-ref-4[4].

Contents

Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Etimologia

Il mwiqgreco mwigἔρως, che significa "desiderio", deriva da ἔραμαι "per desiderare, amare", dall'etimologia incerta. R. S. P. Beekes ha suggerito un'origine pre-greca.cite-ref-5[5]

Culto e rappresentazione

Eros appare in antiche fonti greche sotto diverse forme. Nelle prime fonti egli è una delle divinità primordiali coinvolte nella venuta all'essere nel cosmo. Ma nelle fonti successive, Eros è rappresentato come il figlio di mwnaAfrodite, i cui maliziosi interventi negli affari di dei e mortali fanno sì che si formino legami di amore, spesso illecitamente. In definitiva, nei successivi poeti satirici, è rappresentato come un bambino bendato, il precursore del paffuto mwnqCupido rinascimentale, mentre nella prima poesia e arte greca, Eros era raffigurato come un maschio adulto che incarna il potere sessuale e un artista profondo.cite-ref-0-7-0[7]cite-ref-8[8]

In un frammento di una tragedia perduta di Euripide, da lui scritta prima del 422 a.C., mwpwStheneboia (Σθενέβοια) si sostiene che esistano due Eroscite-ref-9[9]. Così come nella sua mwraIfigenia in Aulide (406 a.C.) compaiono due ambiti del dio Eros e, per la prima volta, l'immagine del dio armato di arco e di frecce:

«Avventurato chi prova fa

della dea dell'amore con

temperanza e misura,

e con grande placidità

lungi dagli estri folli, perché

duplice è l'arco della beltà

che l'Amore (Eros) tende su di noi:

l'uno ci porta felicità,

l'altro la vita torbida fa.»

(Euripide Ifigenia in Aulide 542-50. Traduzione di Filippo Maria Pontani in Euripide Le tragedie. Milano, Mondadori, 2007)

Uno degli Amori provoca la mwrwsophia, ovvero la conoscenza, mentre l'altro distrugge l'anima dell'uomocite-ref-10[10].

Dio primordiale

Secondo mwtgEsiodo (mwtw700 a.C. circa), una delle più antiche fonti greche, Eros (il dio dell'amore) fu il quarto dio ad essere creato, dopo il mwuaCaos, mwuqGaia (la Terra) e il mwugTartaro (l'Abisso o gli Inferi).cite-ref-11[11] Il mwvwDe Melisso Xenophane et Gorgia, erroneamente attribuito ad mwwaAristotele, vide nel mito di Eros il primo esempio di una nascita dell'essere dal mwwqnon-essere, quindi in violazione del principio per il quale niente può essere generato dal nulla (mwwgmwwwex nihilo nihil fit).cite-ref-12[12]

mwyqOmero non menziona Eros. Tuttavia, mwygParmenide (circa mwyw500 a.C.), uno dei filosofi presocratici, fa di Eros il primo di tutti gli dei a nascere.cite-ref-13[13]

I mwaqMisteri Orfici mostravano Eros come un dio delle origini, ma non del tutto primordiale, poiché era il figlio della mwagNotte (mwawNyx).cite-ref-0-7-1[7] mwcaAristofane (circa mwcq400 a.C.), influenzato dall'orfismo, racconta la nascita di Eros:

«All'inizio c'erano solo Chaos, Notte (Nyx), Oscurità (Erebus) e Abisso (Tartarus). La Terra, l'Aria e il Cielo non avevano esistenza. In primo luogo la Notte oscura posò un uovo senza germe nel seno delle profondità infinite delle Tenebre, e da questo, dopo la rivoluzione dei lunghi secoli, scaturì il grazioso Amore (Eros) con le sue scintillanti ali dorate, rapide come i turbini della tempesta. Si accoppiò nel profondo Abisso con il caos oscuro, alato come lui, e così nacque la nostra razza, che fu la prima a vedere la luce.»

(Aristofane, Gli uccelli vv 690–699cite-ref-14[14])

Figlio di Afrodite e Ares

Nei miti successivi, era il figlio delle divinità Afrodite e mwfwAres, e fratello di mwgaAnteros, mwgqImero, mwggDeimos, mwgwFobos e mwhaArmonia. È l'Eros di questi miti successivi che diviene uno degli mwhqeroti. Eros era associato con l'atletismo, con statue erette nei mwhgmwhwgymnasiacite-ref-1-15-0[15] e "era spesso considerato il protettore dell'amore omosessuale tra gli uomini".cite-ref-1-15-1[15] Eros è stato spesso raffigurato come colui che porta una mwkalira o un arco e una freccia. Era anche raffigurato accompagnato da delfini, flauti, galli, rose e torce.cite-ref-1-15-2[15]

«[Hera rivolta ad Athena] Dobbiamo avere una parola con Afrodite. Andiamo insieme e chiediamo a lei di persuadere il suo ragazzo [Eros], se è possibile, di lanciare una freccia alla figlia di Aeetes, Medea dei tanti incantesimi, e farla innamorare di Giasone...»

(Apollonio di Rodi, Argonautica 3. 25)

«[Eros] colpisce il seno delle domestiche con calore sconosciuto, e ordina agli stessi dei di lasciare il paradiso e dimorare sulla terra secondo forme prese a prestito.»

(Seneca, Fedra 290 vv)

«Una volta, quando il figlio di Venere [Eros] la stava baciando, la sua faretra penzolava, una freccia sporgente, a sua insaputa, le aveva sfiorato il seno, spingendo via il ragazzo, infatti la ferita era più profonda di quanto sembrava, anche se inizialmente non percepita [e lei divenne] rapita dalla bellezza di un uomo [Adone].»

(Ovidio Metamorfosi 10. 525)

«Eros ha fatto impazzire Dioniso per la ragazza [Aura] con la deliziosa ferita della sua freccia, poi curvando le sue ali ha volato leggermente verso l'Olimpo e il dio vagava sulle colline flagellato da un fuoco più grande.»

(Nonno di Panopoli, Dionysiaca 48. 470)

La nozione di Eros in Omero e nei lirici

La prima apparizione della nozione di mwqgEros è nelle opere attribuite ad mwqwOmero. In tale contesto mwraEros non viene personificato, quanto piuttosto come principio divino corrisponde all'irrefrenabile desiderio fisico come quello vissuto da mwrqParide nei confronti di mwrgElena:

(greco antico)

«ἀλλ' ἄγε δὴ φιλότητι τραπείομεν εὐνηθέντε

οὐ γάρ πώ ποτέ μ' ὧδέ γ' ἔρως φρένας ἀμφεκάλυψεν»

(italiano)

«Ma ora andiamo a letto e facciamo l'amore:

non mi ha mai preso il cuore un desiderio (

ἔρως

) tanto possente»

(Iliade III, 441-442. Traduzione di Guido Paduano in Omero Iliade. Milano, Mondadori, 2007.)

o ancora lo stesso desiderio provato da mwsqZeus nei confronti di mwsgEra:

(greco antico)

«Ἥρη δὲ κραιπνῶς προσεβήσετο Γάργαρον ἄκρον

Ἴδης ὑψηλῆς· ἴδε δὲ νεφεληγερέτα Ζεύς.

ὡς δ' ἴδεν, ὥς μιν ἔρως πυκινὰς φρένας ἀμφεκάλυψεν,

οἷον ὅτε πρῶτόν περ ἐμισγέσθην φιλότητι

εἰς εὐνὴν φοιτῶντε, φίλους λήθοντε τοκῆας.»

(italiano)

«Era raggiunse rapidamente la cima del Gargano,

sull'alto Ida, e la vide Zeus che raduna le nubi,

e quando la vide la passione (

ἔρως

) invase il suo animo saggio,

come quando per la prima volta s'unirono nell'amore

e andarono a letto, all'insaputa dei genitori»

(Iliade XIV, 293-295. Traduzione di Guido Paduano in Omero Iliade. Milano, Mondadori, 2007.)

o, infine, ciò che rende tremanti le membra dei mwtqproci di fronte a mwtgPenelope:

(greco antico)

«τῶν δ' αὐτοῦ λύτο γούνατ', ἔρῳ δ' ἄρα θυμὸν ἔθελχθεν,

πάντες δ' ἠρήσαντο παραὶ λεχέεσσι κλιθῆναι.»

(italiano)

«Ed ecco i ginocchi dei proci si sciolsero, furono sedotti da amore (

ἔρω

)

bramarono tutti di giacere al suo fianco nel letto»

(Odissea XVIII, 212-3. Traduzione di Giuseppe Aurelio Privitera, in Omero, Odissea. Milano, Mondadori, 2007)

Tale desiderio irrefrenabile si spiritualizza nei mwuqlirici greci del VII/VI a.C. ma presenta comunque delle caratteristiche crudeli e ingestibili. Manifestandosi improvvisamente, mwugEros agita in modo cupo le sue vittime:

«Ma per me Eros non dorme

in nessuna stagione:

come il vento di Tracia infiammato di lampi

infuria accanto a Cipride

e mi riarde di folli passioni,

cupo, invincibile,

con forza custodisce l'anima mia.»

(Ibico VI. Traduzione di Marina Cavalli, in Lirici greci. Milano, Mondadori, 2007, pag. 369)

(greco antico)

«Ἔρος δηὖτέ μ' ὀ λυσιμέλης δόνει,

γλυκύπικρον ἀμάχανον ὄρπετον»

(italiano)

«Eros che scioglie le membra mi scuote nuovamente:

dolceamara invincibile belva»

(Saffo 61. Traduzione di Marina Cavalli, in Lirici greci. Milano, Mondadori, 2007, pag. 273)

«Eros tremendo, le Follie ti furono nutrici:

per te cadde la rocca di Troia,

per te il grande Teseo, l'Egide, cadde, e Aiace Oileo,

il valoroso per la loro follia.

»

(Teognide II, 1231. Traduzione di Marina Cavalli, in Lirici greci. Milano, Mondadori, 2007, pag. 181)

«non è Afrodite, ma il folle e insolente Eros che come fanciullo gioca,

sfiorando il sommo dei fiori - ma che non me li tocchi - del cipero.

Eros di nuovo, a causa di Cipride, dolce mi invade, riscalda il cuore.»

(Alcmane 147-8. Traduzione di Marina Cavalli, in Lirici greci. Milano, Mondadori, 2007, pag. 617-619)

In mwxaAnacreonte questo vissuto viene presentato come colui che colpisce violentemente:

«Ancora Eros m'ha colpito:

con un gran maglio, come un fabbro,

e mi ha temprato tuffandomi

in una fiumana invernale.»

(Anacreonte 19. Traduzione di Marina Cavalli, in Lirici greci. Milano, Mondadori, 2007, pag. 335)

Il dio Eros e il suo culto

Nell'opera teogonica di mwzaEsiodo sono due i passaggi che riguardano Eros qui attestato per la prima volta come quel dio primordiale in grado di domare con la passione sia gli dèi che gli uomini:

(greco antico)

«Ἦ τοι μὲν πρώτιστα Χάος γένετ᾽, αὐτὰρ ἔπειτα

Γαῖ᾽ εὐρύστερνος, πάντων ἕδος ἀσφαλὲς αἰεὶ

ἀθανάτων, οἳ ἔχουσι κάρη νιφόεντος Ὀλύμπου,

Τάρταρά τ᾽ ἠερόεντα μυχῷ χθονὸς εὐρυοδείης,

ἠδ᾽ Ἔρος, ὃς κάλλιστος ἐν ἀθανάτοισι θεοῖσι,

λυσιμελής, πάντων δὲ θεῶν πάντων τ᾽ ἀνθρώπων

δάμναται ἐν στήθεσσι νόον καὶ ἐπίφρονα βουλήν.»

(italiano)

«Orbene, innanzitutto venne all'esistenza lo Spazio beante

, poi a sua volta

la Terra dal largo petto, sede per sempre sicura di tutti

gli immortali che abitano le cime del nevoso Olimpo,

e il Tartaro nebbioso nel fondo della Terra dalle larghe strade,

poi Eros che è il più bello tra gli dei immortali

e scioglie le membra

, e di tutti gli dei, come di tutti gli uomini,

doma nel petto il pensiero e la saggia volontà.»

(Teogonia 120-122. Traduzione di Cesare Cassanmagnago, in Esiodo. Tutte le opere e i frammenti con la prima traduzione degli scolii. Milano, Bompiani, 2009, pag. 121)

A tal proposito mw1wIlaria Ramelli e Carlo del Grande evidenziano come:

«La

Teogonia

Esiodea sembra riflettere la dottrina teogonica dei sacerdoti di Apollo delfico. In origine sarebbe stato il Χάος, il "vuoto primordiale" e poi αῖα, la Terra, ed Ἔρως o amore, come attrazione reciproca e principio di unione ed armonia»

(Ilaria Ramelli e Carlo del Grande. Teogonia in Enciclopedia filosofica vol. 11. Milano, Bompiani, 2006, pag. 1416)

In un secondo passaggio Esiodo evidenzia Eros come quel dio che, insieme ad Himeros, accompagna Afrodite appena natacite-ref-19[19]:

(greco antico)

«Τῇ δ᾽ Ἔρος ὡμάρτησε καὶ Ἵμερος ἕσπετο καλὸς

γεινομένῃ τὰ πρῶτα θεῶν τ᾽ ἐς φῦλον ἰούσῃ.»

(italiano)

«L'accompagnò Eros e il bel Desiderio

la seguì

non appena venuta alla luce e avviata a raggiungere la razza degli dei»

(Teogonia 201-202. Traduzione di Cesare Cassanmagnago, in Esiodo. Tutte le opere e i frammenti con la prima traduzione degli scolii. Milano, Bompiani, 2009, pag. 127)

Connesso all'opera di Esiodo vi è il richiamo nella mw5qBiblioteca di mw5gApollodoro dove, riferendosi a mw5wIo:

«Esiodo e Acusilao affermano che era figlia di Pirene. Io era sacerdotessa di Era, e Zeus la violentò. Scoperto da Era, toccò la fanciulla, la trasformò in una bianca giovenca e giurò che non si era unito a lei. Perciò Esiodo dice che i giuramenti fatti per amore (ἔρωτος) non attirano l'ira degli dei.»

(Biblioteca II,6. Traduzione di Maria Grazia Ciani, in Apollodoro I Miti greci (a cura di Paolo Scarpi. Milano, Fondazione Lorenzo Valla/Mondadori, 2008, pag. 87)

Un culto di Eros esisteva nella Grecia pre-classica, ma era molto meno importante di quello di Afrodite. Tuttavia, nella tarda antichità, Eros era adorato da un culto della fertilità a mw6gTespie. Ad mw6wAtene, condivideva un culto molto popolare con Afrodite, e il quarto giorno di ogni mese era sacro per lui. Il culto di Eros a Tespie è attestato da mw7aPausania:

«Il dio che i Tespiesi onorano fin dai tempi antichi e più di ogni altro dio è Eros e di Eros hanno una statua antichissima, costituita da una pietra grezza. Chi abbia istituito presso i Tepiesi l'usanza di anteporre Eros a tutti gli dei, io non so.»

(Pausania. Periegesi IX, 22, 1. Traduzione di Salvatore Rizzo, in Pausania Viaggio in Grecia - Beozia. Milano, Rizzoli, 2011, pag.225)

L'origine mw7wmitica di tale culto, culto forse di origini preistorichecite-ref-21[21], è così spiegata da mw9aConone:

«A Tespi, in Beozia (la città non è molto lontana dall'Elicona), c'era un ragazzo di nome Narciso, molto bello, ma che disdegnava Eros e i suoi amanti. Tutti quelli che l'amavano finirono per rassegnarsi, a eccezione di Amenia che si ostinava a corteggiarlo. Ma Narciso non cedeva alle sue preghiere e perfino gli inviò una spada. Amenia allora si uccise davanti alla porta di Narciso, implorando la vendetta del dio. E Narciso, vedendo il proprio viso e la propria bellezza riflessi nell'acqua di una fonte, divenne, stranamente, amante di se stesso: il primo e l'unico. Alla fine spinto dalla disperazione e avendo compreso che soffriva giustamente per aver respinto l'amore di Amenia, si uccise. A seguito di ciò gli abitanti di Tespi decisero di onorare e di servire Eros, e di rendergli sacrifici sia in pubblico che in privato. E la gente del paese pensa che il fiore del narciso è nato dal loro suolo, laddove fu versato il sangue di Narciso»

(Conone Racconti XXIV, tramandato da Fozio, III, 134b.)

Pausania riporta anche di un mw9waltare ad Eros posto di fronte all'ingresso dell'mw-aAccademia:

«Davanti all'ingresso dell'Accademia

c'è un altare di Eros la cui epigrafe attesta che Carmo

fu il primo degli Ateniesi che abbia dedicato un altare ad Eros»

(Pausania. Periegesi I, 30, 1. Traduzione di Salvatore Rizzo, in Pausania Viaggio in Grecia - Attica e Magaride. Milano, Rizzoli, 2011, pag. 269)

Tuttavia, come nota Gerard Krügercite-ref-24[24]:

«a questa venerazione mancano realmente la piena dignità ed il valore di un servizio religioso: Eros non è un dio del culto statale.»

(Gerard Krüger. Ragione e passione: l'essenza del pensiero platonico. Milano, Vita e Pensiero, 1996, pag. 34)

Tanto che così ci si lamenta nellmwaqo'mwaqsmwaqwIppolito di mwaq0Euripidecite-ref-25[25]:

«Invano, invano, sull'Alfèo,

nei templi di Febo a Delfi, addensa

la Grecia ecatombi se d'Amore

tiranno dell'uomo, ch'è custode

dei letti figliolo

d'Afrodite, non c'è riguardo, e non si venera

il dio che tutto rovina

e dà calamita

all'uomo, se giunge.»

(Euripide. Ippolito 535 sgg. Traduzione di Maria Pontari, in Euripide, Le tragedie vol. 1, Milano, Mondadori, 2007, p.279)

Eros nelle teogonie orfiche

Eros possiede un ruolo fondante in alcune teogonie orfiche. Questo emerge già nella teogonia di tipo "parodistico", ma di derivazione orfica, presente in mwaruAristofane (V-IV secolo a.C.) negli mwaryUccelli (vv. 693-702)cite-ref-26[26]:

• in principio vi sono Chaos, Nyx (Notte), Erebo e Tartaro;
• nel buio Erebo, Nyx genera un Uovo "pieno di vento";
• da questo Uovo emerge Eros dalle ali d'oro;
• unitosi durante la notte al Chaos, Eros genera la stirpe degli "uccelli";
• quindi genera Urano (Cielo) e Oceano, Gea (Terra) e gli dèi.

Tale brano è ritenuto il testo più antico attribuibile all'orfismo, «esso riproduce sinteticamente la forma scritta più antica delle mwasiteogonie orfiche, evocata anche da Platone, da Aristotele e trasmessa da Eudemo»cite-ref-27[27].

Un frammento, che richiama Eudemo da Rodi (IV secolo a.C.) riprende la Notte come origine di tutte le cose e Eros al terzo posto:

«La teologia esposta nell'opera del peripatetico Eudemo come se fosse di Orfeo ha taciuto tutto ciò che è intelligibile, in quanto totalmente indicibile e inconoscibile [...] ha posto come principio la Notte, dalla quale inizia pure Omero, anche se non ha reso continua la genealogia. Infatti non si deve accogliere l'affermazione di Eudemo che inizi da Oceano e Teti: infatti egli sembra essere consapevole che pure la Notte è una divinità grandissima, a tal punto che anche Zeus la venera: "Infatti egli temeva di compiere azioni sgradite alla Notte veloce". Ma Omero stesso deve cominciare dalla Notte; invece mi pare di capire che sia stato Esiodo per la prima volta, narrando del Caos ad aver chiamato il Caos la natura inconoscibile dell'intelligibile e compiutamente indifferenziata e a far derivare da lì la Terra come il principio primo, se così si può dire, dell'intera generazione degli dei; a meno che il Caos non sia il secondo dei due principi, mentre la Terra, il Tartaro e Eros i tre oggetti dell'intuizione ed Eros è al terzo posto, in quanto contemplato secondo un ritorno. Questa espressione è impiegata pure da Orfeo nelle rapsodie: la Terra è al primo posto, in quanto per prima si è solidificata in una massa solida e stabile, il Tartaro a quello intermedio, perché già mosso verso una differenziazione.»

(Eudemo da Rodi. Frammento 150, in Orfici. Testimonianze e frammenti nell'edizione di Otto Kern, 28 [1]; traduzione di Elena Verzura. Milano, Bompiani, 2011, p.227)

Nel complesso queste teogonie presentano un inizio caratterizzato da una sfera perfetta nella Notte cosmica, quindi una totalità rappresentata da mwasoPhanes (Φάνης, Luce, "vengo alla Luce", anche Fane, Protogono Πρωτογόνος, Erichépaio Ἠρικεπαῖος) androgino e con le ali dorate, completo in sé stesso ma dai lineamenti irregolari, e, infine, da questa unità ancora perfetta un insieme di accadimenti conducono a dei processi di differenziazione. Quindi emerge Zeus in cui tutto viene riassorbito e rigenerato nuovamente per una seconda processione, dalla quale emerge Dioniso che, tuttavia, per una macchinazione di Era, sposa di Zeus, verrà divorato dai Titani. Zeus irato scaglia contro costoro il fulmine: dalla fuliggine provocata dalla combustione dei Titani sorgono gli uomini composti dalla materia di questa, mischiata con la parte dionisiaca frutto del loro banchetto.

E «Primo nel governare il mondo, Fane-Protogono-Erichépaio si chiama anche Eros»cite-ref-28[28].

Eros filosofo

Il tema di Eros/Amore è citato in Parmenide (V sec. a.C.)cite-ref-29[29] ma in Empedocle (V sec. a.C.) acquisisce un ampio impianto teologico quando il filosofo siceliota pone accanto alle quattro "radici" (ριζώματα), poste a fondamento del cosmo, e motore del loro divenire nei molteplici oggetti della realtà, due ulteriori principi: Φιλότης (Amore) e Νεῖκος (Odio, anche Discordia o Contesa); avente il primo la caratteristica di "legare", "congiungere", "avvincere" (σχεδύνην δὲ Φιλότητα «Amore che avvince»cite-ref-30[30]), mentre il secondo possiede la qualità di "separare", "dividere" mediante la "contesa". Così Amore nel suo stato di completezza è lo Sfero (Σφαῖρος), immobile (μονίη) uguale a sé stesso e infinito (ἀλλ' ὅ γε πάντοθεν ἶσος 〈ἑοῖ〉 καὶ πάμπαν ἀπείρωνcite-ref-31[31]). Egli è Dio. Significativo è il fatto che Empedocle appelli Amore con il nome di Afrodite (Ἀφροδίτη)cite-ref-32[32], o con il suo appellativo di mwaukKýpris (Κύπρις)cite-ref-33[33], indicando qui la «natura divina che tutto unisce e genera la vita»cite-ref-34[34]. Tale accostamento tra Amore e Afrodite ispirò al poeta romano mwaviLucrezio l'inno a Venere, collocato nel proemio del mwavmDe rerum natura. In questa opera Venere non è la dea dell'amplesso, quanto piuttosto «l'onnipotente forza creatrice che pervade la natura e vi anima tutto l'essere», venendo poi, come nel caso di Empedocle, opposta a Marte, dio del conflitto.

Con Platone (V-IV sec. a.C.) si compie il fondamentale passo filosofico e teologico inerente a Eros. Nel mwavuFedrocite-ref-35[35] l'anima (ψυχή, mwavopsyché) umana decade dal mondo perfetto e intelligibile nel corpo fisico, durante il suo esilio prova un'irresistibile nostalgia per la condizione perduta. Nel mwavsSimposiocite-ref-36[36] Eros è un demone figlio di Indigenza (Πενία mwawaPenia, la madre) e Espediente (Πόρος , mwawePoros, il padre). Povero come la madre, Eros aspira alla ricchezza del padre: Eros è quindi anche una tendenza, una mwawimania (μανία), uno stato emotivo provocato dalla bellezza terrestre che stimola il ricordo di quella perfetta e intelligibile, celeste, da cui l'anima è cadutacite-ref-37[37]. Non è tuttavia la "bellezza" l'oggetto del desiderio dell'anima ma la sua feconditàcite-ref-38[38]. A questo punto il filosofo ateniese individua due tipi di Eros: l'amore sensuale (πάνδημος ἔρως, mwawspandemos eros) attratto dalla bellezza dei corpi provocante la fecondità fisica, e l'amore celeste (ουράνιος ἔρως , mwawworuanios eros) attratto dall'amore spirituale e provocante la fecondità spiritualecite-ref-39[39]: «E malvagio è quell'amante che è volgare e ama il corpo più dell'anima»cite-ref-40[40]. Il vero amante si eleva quindi per sei gradi di attrazione che lo conducono dall'attrazione fisica alla realizzazione spiritualecite-ref-41[41]: amore per un corpo bello; amore per la bellezza fisica in sé; amore per la bellezza delle attività, delle condotte; amore per la bellezza del sapere; amore per la Bellezza in sé: «È questo il momento della vita, o caro Socrate -disse la straniera di Mantinea-, che più di ogni altro è degno di essere vissuto da un uomo, ossia il momento in cui un uomo contempla il Bello in sé. E se mai ti sarà possibile vederlo, ti sembrerà ben superiore all'oro, alle vesti, e anche ai bei ragazzi e ai bei fanciulli [...] Che cosa, dunque, noi dovremmo pensare -disse- se ad uno capitasse di vedere il Bello in sé assoluto, puro, non affatto contaminato da carni umane e da colori e da altre piccolezze mortali, ma potesse contemplare come forma unica lo stesso Bello divino?».

Il filosofo ed esegeta di Platone, mwaxoPlotino (III sec. d.C.), continuatore coerente dell'opera del filosofo ateniese, riprende, nelle mwaxsEnneadi, le conclusioni dello stesso inserendo tuttavia tra le tre entità/persone da lui indicate con il termine di mwaxwhypostasis (ὑπόστᾰσις): mwax0Hen (ἕν, l'Uno), il mwax4Nous (νοῦς, l'Intelletto) e la mwax8Psyche (ψυχὴ, Anima) una relazione di "processione" (πρόοδος). Dal che l'unica "realtà" consiste in queste tre mwayahypostasis che procedono una dall'altra: dall'Uno (il Bene, il primo, inconoscibile e ineffabile mistero dell'unità, intuibile solo per mezzo dell'esperienza religiosa) procede l'Intelletto (altro dall'Uno, è la prima molteplicità che "pensa", il mondo eterno delle Idee, è il mwayelogos dell'Uno che contempla l'Uno e da questa contemplazione deriva la sua generazione delle Idee), dall'Intelletto procede l'Anima universale (Afrodite celeste) che intermedia fra l'essere costituito dalle tre mwayihypostasis e il mondo sensibile. Se l'Uno rende conto dell'unità del reale, e l'Intelletto della sua intelligibilità, l'Anima universale rende conto della vita e del movimento contemplando l'Intelletto con la sua parte superiore, mentre rende conto delle forme sensibili con la sua parte inferiore (Afrodite terrestre). Al di fuori di queste tre ipostasi eterne tutto il resto, quindi il mondo sensibile, è privo di realtà, è pura apparenza, inganno e non-Essere. Dall'Anima universale (Afrodite celeste) procedono l'Anima del mondo (Afrodite terrena) e le anime individuali dei viventi. Ma se l'Anima del mondo essendo vincolata al corpo dell'universo con un legame non dissolubile risulta eterna nelle sue caratteristiche sensibili, le anime individuali sono in qualche modo destinate a "ribellarsi" alle leggi dell'universo, oppure ad armonizzarsi alle stesse. Nel primo caso sono destinate alla corruzione, trasmigrando di esistenza in esistenza, cambiando corpi fisici ma potendo, se lo vogliono, riconquistare la condizione dell'unità perduta. Nella teologia plotiniana ciò che è relativo ai sensi non solo riguarda quell'ambito, ma rimanda sempre alla realtà intellegibile da cui procede. Quindi ciò che è "bello" per i sensi rimanda sempre all'"Idea" del Bello assoluto di cui l'arte ne è una rivelazione. Quindi l'artista non produce da sé, ma rivela l'Essere di cui intuisce la portata. Chi contempla l'opera d'arte esce da sé per vivere l'esperienza dell'opera solo apparentemente, in realtà è l'opera stessa con la sua bellezza che lo mette in contatto con la sua vera natura, con l'anima che è in lui. Allo stesso modo nella vita affettiva il bello corporeo può avere la funzione di rivelare ciò che è vero in noi stessi. Ne consegue che se l'uomo ricerca i beni o le bellezze sensibili lo fa innanzitutto perché questi lo richiamano all'Uno, al Bene, alla sua vera natura di cui sono immagine. Così Eros è sia una divinità che aiuta l'uomo a ricongiungersi al Bene, sia un diverso essere, un demone, che lo spinge a mischiare l'anima con la materia. Essendo molteplici gli Eros delle anime, Plotino li intende come Eroti (mwaymErotes).

Il filosofo tardo platonico mwayuProclo (V sec. d.C.) è, tra l'altro, autore di un inno ad Afrodite che riassume poeticamente la teologia platonica sul tema:

(greco antico)

«῾Υμνέομεν σειρήν πολυώνυμον ’Αφρογενείης

καί πηγήν μεγάλην βασιλήιον, ής άπο πάντες
αθάνατοι πτερόεντες ανεβλάστησαν ’’Ερωτες,
ών οι μέν νοεροίσιν οιστεύουσι βελέμνοις
ψυχάς, όφρα πόθων αναγώγια κέντρα λαβούσαι
μητέρος ισχανόωσιν ιδείν πυριφεγγέας αυλάς:
οι δέ πατρός βουλήσιν αλεξικάκοις τε προνοίαις
ιέμενοι γενεήσιν απείρονα κόσμον αέξειν
ψυχαίς ίμερον ώρσαν επιχθονίου βιότοιο.
άλλοι δέ γαμίων οάρων πολυειδέας οίμους
αιέν εποπτεύουσιν, όπως θνητής από φύτλης
αθάνατον τεύξωσι δυηπαθέων γένος ανδρών:
πάσιν δ’ έργα μέμηλεν ερωτοτόκου Κυθερείης.
αλλά, θεά, πάντη γάρ έχεις αριήκοον ούας,
είτε περισφίγγεις μέγαν ουρανόν, ένθα σέ φασι
ψυχήν αενάοιο πέλειν κόσμοιο θεείην,
είτε καί επτά κύκλων υπέρ άντυγας αιθέρι ναίεις
σειραίς υμετέραις δυνάμεις προχέουσ’ αδαμάστους,
κέκλυθι, καί πολύμοχθον εμήν βιότοιο πορείην
ιθύνοις σέο, πότνα, δικαιοτάτοισι βελέμνοις

ουχ οσίων παύουσα πόθων κρυόεσσαν ερωήν.»

(italiano)

«Cantiamo la stirpe onorata di Afrogenia

e l'origine grande, regale, da cui tutti
nacquero gli immortali alati Amori,
dei quali alcuni con dardi intellettivi saettano
le anime, affinché punte da stimoli sublimanti di desideri,
agognino vedere le sedi d'igneo splendore della madrecite-ref-42[42];
altri, invece, in obbedienza ai voleri e ai previggenti, salutari consigli del padrecite-ref-43[43],
desiderosi d'accrescere con nuove nascite il mondo infinito,
eccitano nelle anime il dolce desiderio della vita terrena.
Altri ancora sui vari sentieri degli amplessi nuziali
incessantemente vigilano, onde da stirpe mortale
immortale rendere il genere degli uomini oppressi dai mali
e a tutti stanno a cuore le opere di Citerea, madre d'amore.
Ma, o dea, poiché tu dovunque porgi orecchio attento,
o che circondi il vasto cielo, dove dicono che tu
sia l'anima divina del mondo eterno,
o che risiedi nell'etere al di sopra dell'orbite dei sette pianeticite-ref-44[44],
riversando su di noi, che da te discendiamo, indomite energie,
ascolta, e il doloroso cammino della mia vita
guida coi tuoi santissimi strali, o veneranda,
placando l'impeto gelido dei desideri non pii.»

(Proclo, Inno ad Afrodite. Traduzione di Davide Giordano, in Proclo, Inni, Firenze, Fussi, 1957, pp. 26-29)

Note

cite-note-11. mwazs mwaz0«Eros was the ancient Greek god of sexual (either homosexual or heterosexual) love or desire.» mwaz4(M. L.West (1987) Eleonora Cavallini (2005). mwaaeEros in mwaaiEncyclopedia of Religion, vol. 4. New York, Macmillan, 2004, pag. 2832)
cite-note-22. mwaayIvan Gobry. mwaacEros in mwaagLe vocabulaire grec de la Philosophie 2002, trad. it. mwaakVocabolario greco di filosofia. Milano, Bruno Mondadori, 2004, pag. 80. Anche mwaao mwaaw«The word erōs is the ordinary noun denoting that emotion; it could be personified and treated as an external being because of its unfathomable and irresistible power over humans (and animals and gods).» mwaa0(M. L.West (1987) Eleonora Cavallini (2005). mwabaEros in mwabeEncyclopedia of Religion, vol. 4. New York, Macmillan, 2004, pag. 2832)
cite-note-33. La corrispondente nozione latina è resa come mwabudesiderium, mwabyamor, mwabccupiditas, mwabglibido
cite-note-44. mwabwGeorge M. A. Hanfmann. mwab0Oxford Classica Dictionary. Oxford University Press, 1970. In italiano mwab4Dizionario delle antichità classiche, Cinisello Balsamo, Paoline, 1995, pag. 849.
cite-note-55. R. S. P. Beekes, mwaciEtymological Dictionary of Greek, Brill, 2009, p. 449.
cite-note-61. mwacyMetamorphoseon anche conosciuta come mwaccL'asino d'oro (mwacgAsinus aureus)
cite-note-0-77. mwac4(mwac8mwadaEN) mwademwadiEROS - Greek Primordial God of Procreation, su mwadmtheoi.com. mwadqURL consultato l'8 febbraio 2018.
cite-note-88. "Eros", in S. Hornblower and A. Spawforth, eds., mwadgThe Oxford Classical Dictionary.
cite-note-99. T. G. Rosenmeyer, mwadwEros-erotes Phoenix 5 (1951): 12.
cite-note-1010. T. G. Rosenmeyer, mwaeaEros-erotes Phoenix 5 (1951): 12-13.
cite-note-1111. mwaeqEsiodo, mwaeumwaeyTheogony mwaec116–122 in mwaegThe Homeric Hymns and Homerica with an English Translation by Hugh G. Evelyn-White, Cambridge, MA., Harvard University Press; London, William Heinemann Ltd. 1914.
cite-note-1212. [Pseudo-]Aristotele, mwaewde M.X..G., c.1-2 ed. mwae0Diels. Per il testo completo: mwae4mwae8mwafaARISTOT. de M. X. G. c. 1-2 ed. Diels mwafe[cfr. lo scritto di Aristotele, Della dottrina di Melisso, un libro (DIOG. LAERT. V 25), su mwafiancientsource.daphnet.org. mwafmURL consultato l'8 dicembre 2020 mwafq(mwafuarchiviato l'8 dicembre 2020).
cite-note-1313. "Prima di tutto gli dei che le hanno ideato Erōs." (Parmenide, frammento 13) (L'identità della "lei" non è chiara, poiché il lavoro di Parmenide è sopravvissuto solo in frammenti.
cite-note-1414. Traduzione di Eugene O'Neill, Jr., Perseus Digital Library, traduzione modificata mwafwvedi.
cite-note-1-1515. Conner, p. 132, "Eros"
cite-note-162. Troia cadde per la passione di Paride. Aiace perse la vita sulla via del ritorno punito da Poseidon per aver egli violato, vittima della passione, la sacerdotessa Cassandra all'interno dello stesso santuario dedicato ad Artemide. Per quanto attiene Teseo, forse si riferisce al voto di morte nei confronti del figlio espresso nella vicenda di Fedra e Ippolito.
cite-note-173. Nota Cesare Cassanmagnago, allievo di mwagsGiovanni Reale, (mwagwOp.cit. pag. 927 n. 23) come sia del tutto inopportuno rendere Χάος (Chaos) con il termine italiano di "caos" indicando questo uno stato di confusione che nulla ha a che fare con la nozione greca. Lo scoliaste lo indica come mwag0kenòn, lo spazio vuoto tra cielo e terra dopo che una possibile unità originaria fu spezzata. D'altronde lo stesso Esiodo lo indica come mwag4eghèneto non il principio quindi, ma ciò che da questo per prima appare.
cite-note-184. mwahiGeorge M. A. Hanfmann, nellmwahm'mwahqOxford Classica Dictionary (Oxford University Press, 1970, in italiano mwahuDizionario delle antichità classiche Cinisello Balsamo, Paoline, 1995, pag. 849) nota il collegamento tra questo passo esiodeo e il precedente omerico.
cite-note-1919. Nota mwahkGeorge M. A. Hanfmann, nellmwaho'mwahsOxford Classica Dictionary (Oxford University Press, 1970, in italiano mwahwDizionario delle antichità classiche Cinisello Balsamo, Paoline, 1995, pag. 849) come molti studiosi ritengano che in realtà Eros non si limiti ad accompagnare Afrodite, ma può accompagnare qualsivoglia altra divinità quando ciò concerne episodi di amore.
cite-note-205. "Desiderio ardente" (Ἵμερος, Himeros). Nota lo scoliaste che mentre Eros nasce dalla vista, Himeros nasce dal sentimento di brama (mwaiaepythimeìn) dopo aver visto.
cite-note-2121. mwaiqIl mito di Narciso e l'interpretazione di Plotino in mwaiuL'Immagine riflessa, Anno X, 2001, n. 1, pag. 12
cite-note-226. Qui intesa come quella vasta area a Nord-Ovest del Dyplon circondata a partire dal VI secolo a.C. dal Muro di Ipparco.
cite-note-237. Aten.,13, 609d, da Clitodemo attidografo così riporta«Carmo fu amante di Ippia e fu il primo a innalzare la statua di Eros all'Accademia. L'iscrizione dice: "Eros dai varii inganni, a te quest'altare eresse/Carmo presso gli ombrosi confini del ginnasio». Cfr. Salvatore Rizzo. mwai4Op.cit. pag. 432.
cite-note-2424. Gerard Krüger. mwajmRagione e passione: l'essenza del pensiero platonico. Milano, Vita e Pensiero, 1996, pag. 34
cite-note-2525. Cfr. 535 segg.
cite-note-2626. mwajo mwajw«Uomini nati nel buio della vostra vita, simili alla stirpe caduca delle foglie, essere fragili, impasto di fango, vane figure d’ombra, senza la gioia delle ali, fugaci come il giorno, infelici mortali, uomini della razza dei sogni, date ascolto a noi: immortali e sempre viventi, creature del cielo, ignari di vecchiezza, esperti di indistruttibili pensieri. Ascoltate da noi tutta la verità sulle cose del cielo e la natura degli uccelli, sull'origine degli dèi e dei fiumi, e dell'Erebo e del Caos. Conoscerete il vero, e da parte mia direte a Prodico di andare alla malora, per l'avvenire. In principio c'erano il Caos e la Notte e il buio Erebo e il Tartaro immenso; non esisteva la terra, né l'aria né il cielo. Nel seno sconfinato di Erebo, la Notte dalle ali di tenebra generò dapprima un uovo pieno di vento. Col trascorrere delle stagioni, da questo sbocciò Eros, fiore del desiderio: sul dorso gli splendevano ali d'oro ed era simile al rapido turbine dei venti. Congiunto di notte al Caos alato nella vastità del Tartaro, egli covò la nostra stirpe, e questa fu la prima che condusse alla luce. Neppure la razza degli immortali esisteva avanti che Eros congiungesse gli elementi dell'universo. Quando avvennero gli altri accoppiamenti, nacquero il cielo e l'oceano e la terra, e la razza immortale degli dèi beati» mwaj0(mwaj4Aristofane. mwaj8mwakaGli uccelli 685-702. Traduzione it. di mwakeDario Del Corno, in Aristofane. mwakiCommedie. Milano, Mondadori, 2007, pag. 301)
cite-note-2727. mwakyPaolo Scarpi. mwakcLe religioni dei misteri vol. I, p. 628; sull'attribuzione orfica del passo di Aristofane cfr. anche mwakgGiorgio Colli. mwakkLa sapienza greca vol. 1, p. 394 nota a 4[A 24].
cite-note-2828. Reyanal Sorel. mwak4Orfeo e l'orfismo- morte e rinascita nel mondo greco antico. Salento, Besa Editrice, 2003, p. 52.
cite-note-2929. Fr. 13
cite-note-3030. D-K 31 B 19
cite-note-3131. D-K 31 B 28
cite-note-3232. D-K 31 B 17, B 22, B 66, B 71
cite-note-3333. D-K 31 B73, B 75, B 95, B 98.
cite-note-3434. mwameWerner Jaeger, mwamiLa teologia... p. 215.
cite-note-3535. Cfr. 245-249
cite-note-3636. 203 C-D
cite-note-3737. mwamwFedro 250 A.
cite-note-3838. mwanaSimposio 206 B.
cite-note-3939. mwanqSimposio 180 D
cite-note-4040. mwangSimposio 183 D-E
cite-note-4141. mwanwSimposio 210-211
cite-note-4242. L'anima incarnata nella materia ricorda la bellezza divina quando incontra la bellezza terrena da cui è attratta per la sua ultima natura celeste: in tal senso vanno intesi i "dardi intellettivi". Quindi allo stesso modo di Afrodite celeste (l'Anima universale) che si volge al Nous, le anime colpite dai "dardi intellettivi" si sollevano a contemplare il Bene.
cite-note-4343. L'amore intellettivo dell'anima individuale corrisponde all'amore dell'Anima universale (Afrodite celeste); ma quando l'amore dell'anima individuale è stimolato dall'Anima del mondo (Afrodite terrena) esso si rivolge ai piaceri sensibili che tuttavia procurano il succedersi delle generazioni, in tal senso va inteso il richiamo ai "salutari consigli del padre".
cite-note-4444. Cfr. il sistema dei pianeti in Cicerone mwaoySomnium Scipionis, IV.

Bibliografia

• mwaooKároly Kerényi, Gli dei e gli eroi della Grecia, Milano, Garzanti, 1976.

Voci correlate

• mwapaEroti
• mwapiAgape
• mwapqCupido

Altri progetti

Altri progetti

• Wikibooks
• Wikimedia Commons

• Wikibooks contiene testi o manuali su Eros
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Eros

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itEros, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Eros, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftheoi-project(EN) Eros / Eros (altra versione), su Theoi Project.
• citerefgoodreads(EN) Eros, su Goodreads.
• (EN) Eros, su Comic Vine, Fandom.
• mwapsCirca 2.400 immagini di Eros/Cupido nel Database Iconografico del Warburg Institute, su warburg.sas.ac.uk. URL consultato il 25 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).